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Giuseppe MazziniGenova 1805 - Pisa 1872, patriota. Laureato in legge, nel 1831 fu condannato all'esilio per aver preso parte alla carboneria. Dalla francia fondò la società segreta Giovane Italia e, attraverso l'omonimo periodico, sostenne la necessità di educare il popolo agli ideali di unità e libertà allo scopo di creare un'Italia indipendente e repubblicana.
Benedetto CrocePescasseroli 1866 - Napoli 1952, filosofo, storico e politico. Influenzato inizialmente da A. Labriola e da K. Marx, ne studiò le teorie, arrivando a posizioni di forte critica. Il sodalizio con G. Gentile (1896) lo portò a sviluppare una filosofia idealista e spiritualista, ispirata a G. Vico e F. Hegel, che accordava all'arte un ruolo privilegiato e che sosteneva la coincidenza tra storia e filosofia. Politicamente Croce partì da posizioni conservatrici e, dopo un'iniziale simpatia per B. Mussolini, si dichiarò apertamente antifascista. Ministro della pubblica istruzione nel governo Giolitti (1920), dopo la seconda guerra mondiale fu presidente del partito liberale e ministro dei governi Badoglio e Bonomi. Negli ultimi anni di vita si dedicò esclusivamente alla filosofia e fondò a Napoli l'Istituto per i Beni storici. |
I MOTTI DELLA SCUOLAAll'inizio di gni anno scolastico il dirigente propone, al primo collegio dei docenti, quattro motti di quattro grandi personaggi storici (filosofi, poeti, scinziati, studiosi) che hanno contribuito allo sviluppo del patrimonio culturale dell'umanità. I motti, scelti tra quelli che hanno un elevato messaggio educativo sia per l'individuo che per la società, vengono proposti come spunto di riflessione e di discussione nei rapporti docente-alunno e alunno-alunno. Essi vengono più volte, nel corso dell'intero anno scolastico, posti al centro delle discussioni e dei dibattiti culturali in seno alla scuola e rappresentano un elemento collante e di crescita comune.
E' esperienza comune, tra alunni e docenti, constatare come queste massime profonde entrino nel corso dell'intero anno a far parte integrante del comune pensare influenzando positivamente le azioni e l'attività culturale.
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Jean Jacques RousseauGinevra 1712 - Ermenonville 1778, scrittore e filosofo di lingua francese. Rousseau indica nella ricerca di se stessi e nello scavo interiore il segreto per una felicità "naturale" e per la comprensione tra gli uomini. A suo avviso, tutti i mali derivano dall'organizzazione politica e dalle errate forme di comunicazione in uso. Partendi da questi presupposti, procede alla critica radicale di una società corruttrice ed espone i suoi principi etici sulla vita pubblica e privata nelle sue opere filosofiche e nei suoi numerosi scritti.
SocrateAlopece, Attica 470 a. C. - Atene 399 a. C., filosofo greco. Non avendo lasciato scritti, si conosce il sup pensiero grazie alle opere dei suoi contemporanei: Aristofane, che lo beffeggia, Senofonte, che descrive come un moralista ingenuo, Platone, suo discepolo, che lo ha reso protagonista dei suoi Dialoghi. L'immagine che ne emerge è quella di un uomo che insegna ponendo domande (ironia socratica); conduce l'interpocutore a scoprire da solo ciò che credeva di ignorare (maieutica) e aiuta ad acquistare la verità (dialettica). In un contesto storico segnato dalla guerra del Peloponneso e dai contrasti interni, fu considerato un nemico della polis: giudicato colpevole di empietà e corruzione della gioventù, fu condannato adarsi la morte bevendo la cicuta. |
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